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Aggiornamenti dall'Ucraina
0) LINKS
1) A tempo di record l'Accordo di Associazione UE-Ucraina
- Gli ucraini non ricevono niente di quanto avevano sperato (Evghenij Tsarkov)
2) Kiev: faida tra i “nazisti di lotta” e “di governo”. Con lo zampino dell’UE (Marco Santopadre)
3) Il nuovo regime di Kiev è antisemita ma i sionisti lo appoggiano
- Israel backs far-right coup in Ukraine (Jean Shaoul)
- A Kiev aggredito rabbino della comunità ebraica locale (VdR)
4) L’ex capo della sicurezza: «A Majdan c’era la Cia» (Giulietto Chiesa)
5) Cold War Images (GFP 2014/03/12)
6) Attacchi ai giornalisti e disinformazione strategica
- A Fatal Taboo Violation (GFP 2014/03/21)
7) Il fascismo avanza in Europa (Albano Nunes, 24 Marzo 2014)
8) Julija Timoshenko: "Faremo della Russia terra bruciata"
9) L'imperialismo USA e UE vuole impossessarsi dell'Ucraina (John Catalinotto)
=== 0: LINKS ===
*** RACCOMANDIAMO LE INIZIATIVE:
a Grugliasco (TO), domenica 30 marzo 2014: UCRAINA: GUERRA IN EUROPA?
h 21.00, via La Salle 4 sede A.N.P.I. 2° piano
http://www.anpigrugliasco.blogspot.it/2014/03/ucraina-lassalto-delloccidente-tra.html
a Bologna, martedì 1 aprile 2014: LA POLVERIERA UCRAINA
programma: http://www.cnj.it/INIZIATIVE/bologna010414.htm
locandina: http://www.cnj.it/INIZIATIVE/volantini/bologna010414.jpeg
evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1400289143575293/
*** PHOTO-VIDEO-AUDIO:
Телефонный разговор между Шуфричем и Тимошенко. 18 марта 2014 года в 23:17 по украинскому времени
Intercettazione della telefonata in cui Julija Timoshenko dichiara che la Russia andrebbe trasformata in terra bruciata
https://www.youtube.com/watch?v=oEFCmJ-VGhA
25 marzo 2014 a Donetsk: 47° Congresso (straordinario) del Partito Comunista di Ucraina. Reportage fotografico
http://www.kpu.ua/sostoyalsya-vneocherednoj-47-j-sezd-kompartii-ukrainy/
Ukraine,
Endgame Of 15 Years Of NATO Expansion (March 24, 2014 - Press TV)
Video: http://www.presstv.ir/detail/2014/03/24/355897/nato-eying-russia-border-territories/
Text: http://rickrozoff.wordpress.com/2014/03/24/video-ukraine-endgame-of-15-years-of-nato-expansion/
Giulietto Chiesa: I falchi e le colombe dell'Ucraina
http://www.pandoratv.it/?p=195
Bandiere da non mostrare per nessun motivo sui telegiornali italiani!!!
Москва - Крым. Митинг в поддержку референдума и против фашизма 15 03 2014
http://www.youtube.com/watch?v=gTI_0HfrYiQ
*** TESTI / TEXTS:
Nato’s warmongers (Brian Cloughley, The News International - March 17, 2014)
http://www.thenews.com.pk/Todays-News-9-238702-Natos-warmongers
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE NEOFASCISTA, di Claudia Cernigoi
http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-solidariet%E0_internazionale_neofascista..php
Ucraina, abolito il Primo Maggio. Sostituito da festa nazista
Anti-fascists organize resistance as crisis grips Ukraine coup regime (Greg Butterfield / WW, March 28, 2014)
The real face of Ukraine’s Maidan “democrats” (Ulrich Rippert / WSWS, 28 March 2014)
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/28/sect-m28.html
Moscow rally supports Ukraine anti-fascists (Greg Butterfield / WW, March 27, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/27/moscow-rally-supports-ukraine-anti-fascists/
Il
Partito Comunista di Ucraina (KPU) si prepara alla sua più difficile
campagna elettorale
27 Marzo 2014 - dichiarazione di Petro Simonenko, Primo segretario
del KPU | da http://www.kpu.ua/
http://www.marx21.it/comunisti-oggi/in-europa/23838-il-partito-comunista-di-ucraina-kpu-si-prepara-alla-sua-piu-difficile-campagna-elettorale.html
AROGANCIJA, OHOLOST I OPAKOST IZ WASHINGTON-A POSTAVLJA POZORNICU ZA RAT (Paul Roberts)
Alte Verhaltensmuster (Ukraine-Krise) - GFP 27.03.2014
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58833
Obama’s speech on Ukraine: Propaganda and lies (Patrick Martin, WSWS)
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/27/obam-m27.html
Kiev confie 23 colonies de vacances aux nazis pour une formation paramilitaire (Réseau Voltaire | 22 mars 2014)
http://www.voltairenet.org/article182870.html
La
question ukrainienne : une étape dans le processus de déconstruction du
droit international par les puissances occidentales
Robert Charvin - 21 mars 2014
http://www.michelcollon.info/La-question-ukrainienne-une-etape.html
Behind the coup in Ukraine: Oil and gas as a weapon (Chris Fry / WW, March 20, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/20/behind-coup-ukraine-oil-gas-weapon/
Protests in U.S. hit lies on Ukraine, Venezuela (Greg Butterfield / WW, March 19, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/19/protests-u-s-hit-lies-ukraine-venezuela/
Why Washington prefers coups over elections (Deirdre Griswold / WW, March 19, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/19/washington-prefers-coups-elections/
U.S. hides Russian proposal to end crisis in Crimea (Fred Goldstein / WW, March 18, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/18/u-s-hides-russian-proposal-end-crisis-crimea/
Pro-West gangs attack Ukraine anti-fascists (Greg Butterfield / WW, March 18, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/18/pro-west-gangs-attack-ukraine-anti-fascists/
La giunta golpista di Kiev vuole mettere al bando i comunisti
Zjuganov:
“Dalla Crimea una vittoria del coraggio e un esempio per molte regioni
dell’Ucraina”
dichiarazione del leader del Partito Comunista della Federazione Russa
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/23774-zjuganov-qdalla-crimea-una-vittoria-del-coraggio-e-un-esempio-per-molte-regioni-dellucraina.html
Il KKE denuncia l'intervento imperialista UE-USA-NATO in Ucraina (13-14/3/2014)
http://www.resistenze.org/sito/te/pe/im/peimec18-014193.htm
Imperialist hypocrisy on Crimea (WSWS)
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/17/pers-m17.html
The New York Times deploys C.J. Chivers to Ukraine (P. Martin)
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/17/chiv-m17.html
Serbische Freiwillige zum Schutz von Sewastopol bereit (6 März 2014)
http://german.ruvr.ru/news/2014_03_06/Serbische-Freiwillige-zum-Schutz-von-Sewastopol-bereit-2932/
What the Western-backed regime is planning for Ukrainian workers
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/15/pers-m15.html
Petro
Simonenko: “In Ucraina è stata instaurata una dittatura nazional-fascista”
Conferenza stampa del leader del Partito Comunista di Ucraina nella città di
Donetsk
http://www.marx21.it/comunisti-oggi/in-europa/23763-petro-simonenko-in-ucraina-e-stata-instaurata-una-dittatura-nazional-fascista.html
Germany threatens "massive damage" to Russia ahead of Crimea referendum
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/14/ukra-m14.html
Ucraina: in attesa del premio Nobel per la pace a Gene Sharp (Giulietto Chiesa - Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2014)
Die
Dynamik des "Pravy Sektor"
Der Jugendverband der NPD kündigt einen "Europakongress"
unter Beteiligung des "Pravy Sektor" ("Rechter
Sektor") aus der Ukraine an…
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58820
Manifestazione
KKE contro i piani di proibizione del Partito e dell'ideologia comunista in
Ucraina
http://www.resistenze.org/sito/te/po/gr/pogrec11-014151.htm
Dichiarazione del Consiglio mondiale della pace sugli sviluppi in Ucraina
http://www.resistenze.org/sito/os/lp/oslpec10-014142.htm
Le organizzazioni giovanili comuniste sugli sviluppi in Ucraina
http://www.resistenze.org/sito/te/pe/gc/pegcec08-014134.htm
*** RACCOMANDIAMO DI SEGUIRE LA PAGINA INTERNET:
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista
=== 1 ===
A TEMPO DI RECORD L'ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE-UCRAINA
Il nuovo regime russofobo di Kiev batte ogni record e sottoscrive in un battibaleno il Patto di associazione con la UE. Non come i paesi "cattivi" dei Balcani, che hanno dovuto attendere anni!… Già il 21 marzo è stato infatti stipulato l’accordo, annunciato una settimana prima "in un video diffuso dalle tv locali" in cui "il premier ucraino, rientrato (…) da una tournée in Europa e negli Usa, ha affermato di aver avuto «un incontro con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy». «Siamo d’accordo - ha spiegato Jatseniuk - sul fatto che la parte politica dell’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea debba essere firmata durante il vertice del 21 marzo»" (Corriere della Sera 16-3-14)
L' "affidabilità" in senso antirusso ed atlantista consente dunque alla nuova junta golpista dell'Ucraina di affiancare o scavalcare altri Stati che mantengono negoziati con la UE da anni, come Turchia, Albania, Serbia, Macedonia…
LINKS:
Die Europäisierung der Ukraine (GFP 2014/03/24)
KIEW/BERLIN
(Eigener Bericht) - Mit der Unterzeichnung des politischen Teils des
EU-Assoziierungsabkommens hat letzte Woche die Übernahme der Ukraine in das
deutsch-europäische Hegemonialsystem begonnen…
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58830
The
Europeanization of Ukraine (GFP 2014/03/24)
KIEV/BERLIN (Own report) - Last week's signing of the political part of
the EU Association Agreement began Ukraine's transition into the
German-European hegemonic system…
http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58733
---
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/23851-gli-ucraini-non-ricevono-niente-di-quanto-avevano-sperato.html
Gli ucraini non ricevono niente di quanto avevano sperato
29 Marzo 2014 - di Evgenij Tsarkov* | da Ucraina Antifascista
Traduzione di Flavio Pettinari
*Evghenij Tsarkov è Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del
Partito Comunista di Ucraina
Noi comunisti non avevamo forse avvertito che nessuno avrebbe preso l'Ucraina
nell'Unione europea? Non avevamo avvertito che dopo la presa del potere,
l’opposizione avrebbe ceduto il paese all’Occidente? Oggi, questo è esattamente
ciò che accade: gli ucraini non ricevono niente di quanto hanno sperato.
Non ci saranno stipendi europei, o pensioni o norme sociali europee. Nessuno si
occuperà di far entrare l’Ucraina impoverita nella casa europea.
Così il Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del Partito Comunista
d’Ucraina, il deputato Evgenij Tsarkov, ha commentato la dichiarazione del
presidente della Commissione Europea Barroso secondo il quale l'UE non è pronta
a lanciare la procedura di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.
Ricordiamo che il 21 marzo a Bruxelles, il Primo Ministro dell'Ucraina
Arseniy Yatsenjuk ha firmato l’accordo di associazione Ucraina e l'UE.
"I comunisti avevano avvertito che sarebbe andata così - ha continuato
Tsarov - Abbiamo proposto di tenere un referendum per far decidere
al popolo se aderire all'Unione Doganale o firmare l’associazione
schiavistica con l’UE. Ma quelli che sono venuti al potere oggi, gridano che
il referendum è illegale e hanno chiesto di mettere al bando il PCU".
Tsarkov sottolinea che i tecnocrati politici occidentali hanno preso tutto,
come da copione: prima hanno realizzato il golpe, per mettere al potere
le loro marionette. E oggi, con il loro aiuto, l'UE ha firmato con
l'Ucraina un accordo “africano” di associazione, trasformando il nostro paese
in una colonia.
"Inoltre, sullo sfondo del conflitto con la Russia, l'Europa e gli Stati
Uniti cercheranno di apparire quasi come benefattori. Ma non per molto.
Presto gli ucraini si renderanno conto di essere rimasti senza mercato,
senza produttori nazionali e senza posti di lavoro, senza risorse, senza terra,
e, inoltre, senza il principale partner commerciale, ovvero la
Russia", ha dichiarato Tsarkov.
Il politico ha rimarcato che tutto ciò era stato previsto in anticipo dal
Partito Comunista d’Ucraina.
"Però il precedente governo ha ignorato i nostri avvertimenti, e il nuovo
governo perseguita apertamente il Partito Comunista e cerca di metterlo al
bando. Tuttavia, i cittadini ucraini devono capire che, indipendentemente da
come si comporta la Russia verso l’Ucraina, non possiamo ingannare noi
stessi: all'Unione Europea e agli Stati Uniti non interessa il benessere degli
ucraini. Essi sono guidati solo dai propri interessi egoistici. E molto
presto gli ucraini se ne renderanno conto", ha concluso Tsarkov.
Fonte originale:
Царьков: Брюссель еще раз дал понять– никто Украину в Евросоюз не берет - 28.03.2014
=== 2 ===
Kiev: faida tra i “nazisti di lotta” e “di governo”. Con lo zampino dell’Ue
• Venerdì, 28 Marzo 2014 12:02
• Marco Santopadre
E’
muro contro muro tra le bande paramilitari di estrema destra di ‘Settore
Destro’ e la giunta golpista di Kiev, per le quali evidentemente le
milizie neonaziste sono diventate una presenza ingombrante e destabilizzante da
ridimensionare. La svolta c’è stata lunedì scorso, quando un gruppo di
agenti delle unità speciali della polizia hanno tentato di arrestare il leader neonazista
Alexandr Muzychko – secondo molte versioni assassinato però a freddo a Rivne,
nell’ovest ucraino - scatenando una vera e propria guerra con i miliziani
di Pravyi Sektor.
Ieri sera circa 1500 sostenitori del movimento neonazista e ultranazionalista
hanno manifestato a Kiev per chiedere le dimissioni del ministro
dell'Interno, il potente Arsen Avakov, giudicato probabilmente a ragione
l’artefice della svolta all’interno dell’esecutivo ucraino. I miliziani
hanno sventolato bandiere nere e rosse (quelle delle milizie ucraine che
durante la seconda guerra mondiale collaborarono attivamente con le truppe
naziste), sfilando fino alla sede della Verkhovna Rada, il parlamento,
all’insegna dei loro consueti slogan bellicosi. Al loro arrivo di fronte alla
Rada Suprema però i neonazisti hanno trovato altri estremisti di destra
vicini al partito Svoboda e inquadrati nelle cosiddette ‘autodifese di Majdan’,
mobilitati per impedire “provocazioni da parte dei miliziani di Settore
Destro”. La tensione è salita quando circa 300 militanti estremisti, molti
con il volto coperto e armati di mazze, hanno cominciato a far pressione sui
cordoni dei difensori del Parlamento gridando ‘Rivoluzione’ ma poi è
arrivato l’ordine di scioglimento da parte dei caporioni.
Teoricamente
il leader della coalizione di gruppi paramilitari di estrema destra appena
trasformato in partito politico, Dmitro Yarosh, è candidato alle prossime
elezioni presidenziali del 25 maggio. Ma il movimento potrebbe essere
addirittura messo al bando, secondo quanto hanno affermato alcuni
dirigenti del partito di governo Patria, quello dell'ex premier
Yulia Tymoshenko e del premier ad interim Arseny Yatsenyuk. Ieri Pravyi
Sektor aveva annunciato nuove proteste per oggi, ma - secondo Interfax
Ukraina - i vertici del gruppo hanno deciso di rinviare "l'assedio"
all'assemblea, dopo l'annuncio della creazione di una commissione
d'inchiesta parlamentare, già oggi, sulla morte di Sashko il Bianco, come era
stato ribattezzato Muzychko.
Insomma sono tempi duri per una parte dell’estrema destra ucraina, utilizzata
come forza d’urto contro il governo Yanukovich e contro le forze di
sicurezza ai tempi del golpe ed ora invisa al nuovo regime di Kiev. Non è un
segreto che Stati Uniti e Unione Europea hanno appoggiato, finanziato e
addestrato le milizie neonaziste allo scopo di utilizzarle per togliere
di mezzo il governo del Partito delle Regioni e sostituirlo con uno più
incline a favorire gli interessi occidentali, portando l’Ucraina
all’interno dell’area di influenza di Bruxelles e della Nato. Sostegno iniziato
alcuni anni fa, come dimostrano i documenti che provano l’addestramento
nelle repubbliche baltiche di alcune decine di ultras ucraini da parte di
istruttori della Nato, e amplificato nell’autunno del 2013, quando il presidente
Yanukovich decise di non firmare il trattato di associazione con l’Ue e
gli eventi vennero fatti precipitare dalle cancellerie occidentali, che
spinsero la protesta di ‘EuroMajdan’ al muro contro muro con le autorità
di Kiev dando protagonismo ai gruppi neonazisti fino a quel momento assai
minoritari. Dalla confluenza di gruppi e bande di piccola entità nacque
appunto Pravyi Sektor che nel giro di pochi mesi ha potuto contare
sul reclutamento di parecchie migliaia di combattenti, mentre in alcuni casi
i suoi dirigenti sono stati scelti dal nuovo esecutivo per guidare
importanti settori nel campo dei servizi di sicurezza.
Naturalmente gli aiuti occidentali sono giunti massicciamente anche ai partiti
della destra parlamentare, dai nazionalsocialisti di Svoboda ai
liberal-nazionalisti di Udar e Patria. Ricorda Natalia Vetrenko, presidente del
Partito Socialista Progressista dell’Ucrania, che quando nel dicembre
dell’anno scorso la polizia perquisì la sede nazionale del partito Batkivshina
– quello di Yulia Tymoshenko – trovò la bellezza di 17 milioni di dollari
in contanti.
Ora che il grosso del ‘lavoro sporco’ è stato fatto l’intento del nuovo regime
di Kiev è quello di togliere di mezzo, o almeno ridimensionare,
l’influenza di gruppi paramilitari che rischiano di fare concorrenza
all’estrema destra parlamentare anche sul piano elettorale e che comunque
rappresentano un elemento di instabilità in un contesto già di per sé assai
instabile.
In un articolo pubblicato su Spiegel Online nei giorni scorsi, si sottolinea
uno stato di crescente preoccupazione da parte della Germania rispetto
alla possibilità che in Ucraina possa esplodere una guerra civile causata dalle
faide tra i fascisti presenti oggi nel governo di Kiev e quelli delle
bande di Pravyi Sektor.
Nell'articolo si cita una fonte governativa di Berlino che dichiara come la
posizione ufficiale del governo sia sempre più influenzata dall'analisi
del think tank SWP – vicino al ministero degli esteri – secondo il quale gran
parte del territorio dell'Est e del Sud dell’Ucraina non nutrono alcuna
fiducia nella giunta golpista. L'analisi di SWP suggerisce come tutte
le provocazioni recenti da parte del governo – abolizione del bilinguismo,
progetti di messa fuori legge del Partito delle Regioni e di quello
Comunista - hanno mandato un messaggio chiaro e ostile alle popolazioni delle
regioni russofone del paese.
La logica conclusione dell'analisi di SWP, secondo la versione di Der Spiegel,
è che il governo ucraino, definito un "conglomerato di pragmatici babbei,
mezzi oligarchi e ultra-nazionalisti senza regole", non può stabilizzare
il paese. Il che evidentemente sta portando gli sponsor europei delle
marionette che ora governano a Kiev a tentare di mettere un po’ di ordine
nel paese in vista delle elezioni di fine maggio.
Ma dall’Ucraina continuano a venire segnali assai preoccupanti che indicano che
la svolta a destra del paese non è affatto incidentale e momentanea. Nei
giorni scorsi alcuni media hanno diffuso la notizia che il ministro
dell'Educazione Serhiy Kvit, membro del partito neonazista Svoboda, ha
deciso di finanziare e promuovere ventitré campi scuola estivi
organizzati nell'Ucraina occidentale da vari gruppi paramilitari. Secondo
il giornale polacco "Gazeta Wyborcza", «nei campi
si insegneranno le tattiche di guerriglia, l'autodifesa attraverso l'uso
di armi da fuoco e da taglio e i "veri valori del popolo e della
gioventù ucraina"».
I neonazisti di Svoboda non sono meno pericolosi e violenti di quelli di
Settore Destro, solo più ubbidienti ai nuovi padroni di Kiev, e dopo aver
obbligato il vecchio direttore della Tv pubblica ucraina a dimettersi – a suon
di botte e minacce – ora il governo ha nominato alla guida dell’ente
proprio un esponente del vecchio Partito Social-nazionale Ucraino. Da ora
quindi il direttore generale dell'azienda televisiva statale (Ntcu) sarà
Zurab Alassania, un giornalista vicino all’estrema destra ‘di governo’, in
sostituzione di Alexandr Panteleimoniv. Alassania è direttore e fondatore della
testata online MediaPort, di Kharkiv, nella russofona Ucraina orientale, e
nella stessa città ha diretto la tv e la radio pubbliche durante la presidenza
del filo-occidentale Viktor Iushenko (2005-2010). È inoltre tra i
fondatori della tv online Hromadske che ha trasmesso in diretta la rivolta
antigovernativa di piazza Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti) a Kiev.
=== 3 ===
IL NUOVO REGIME DI KIEV È ANTISEMITA MA I SIONISTI LO APPOGGIANO
---
LINK CONSIGLIATI:
Ucraina,
il “J’accuse” ebraico a Putin
Una lettera aperta firmata da personalità e intellettuali ebrei punta il dito
contro le “bugie” del presidente russo e le sue mire egemoniche
Lisa Palmieri-Billig (Vatican Insider 10/03/2014)
Nazisti e israeliani a braccetto per Kiev
https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/7919
Ukraine: Israeli Special Forces Supporting Antisemitic Mob
https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/7911
Ucraina liberata: i Nazi in piazza, gli Ebrei in fuga (Ennio Remondino)
http://www.remocontro.it/radar/ucraina-liberata-nazi-piazza-gli-ebrei-fuga/
https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/7904
Kiev, fascisti al potere: attacchi a comunisti ed ebrei
https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/crj-mailinglist/conversations/messages/7903
---
http://www.wsws.org/en/articles/2014/03/18/isra-m18.html
Israel backs far-right coup in Ukraine
By Jean Shaoul
18 March 2014
The government of Israeli prime minister Benyamin Netanyahu is backing the fascist-led putsch that ousted Ukraine’s elected pro-Russian president, Viktor Yanukovych. Far from opposing anti-Semitism and defending Ukrainian Jews from the neo-Nazi parties that have joined the new coalition government, Israel is doing its best to deny that any such threat exists.
Israeli foreign minister Avigdor Lieberman issued an anodyne statement last week saying: “Israel is following the events in Ukraine with grave concern, worries for the safety of the Ukrainian people and hopes that the situation does not deteriorate and that no human lives are lost.” This came just two days after Netanyahu’s visit to Washington and, reportedly, after pressure from the US State Department for a public display of support for the new government in Kiev.
Both the government and media in Israel have responded by refraining from commenting on the growth of neo-Nazi and anti-Semitic forces in Ukraine and the critical role they played in the Western-backed coup. They have downplayed or ignored entirely the fact that the US and the European powers had for months been financing and working with fascist organisations, such as the Svoboda party and the Right Sector, to bring down the Yanukovych regime. This is despite the fact that Svoboda leaders have made anti-Semitic public statements and the Right Sector’s paramilitary forces dress in uniforms modelled on Hitler’s Waffen SS and sport swastika-like emblems.
The unelected government, headed by Arseniy Yatsenyuk of the right-wing Fatherland Party, includes no fewer than six ministers from Svoboda, including deputy prime minister, general prosecutor and minister of defence. This is Svoboda’s reward for providing many of the shock troops in the Maidan protests that overthrew Yanukovych.
Dmytro Yarosh, the leader of the Right Sector, was appointed deputy head of the National Security and Defence Committee.
Less than a year ago, the World Jewish Congress called for Svoboda, which glorifies Nazi collaborators who facilitated the massacre of Ukrainian Jews during World War II, to be banned. Svoboda’s hero is the Ukrainian nationalist and pro-Nazi war criminal Stepan Bandera, leader of the Ukrainian Insurgent Army (OUN), which aided the Nazis in the mass murder of Jews and Poles. The party’s founder and leader, Oleh Tyahnybok, has spoken repeatedly of his determination to crush the “Russkie-Yid mafia that controls Ukraine.”
It was previously considered impossible to completely avoid noting the menacing presence of these neo-fascist and anti-Semitic forces. They have launched attacks on Ukraine’s Jewish community, which numbers around 200,000, mainly in Kiev, targeting synagogues.
As recently as February 22, the day of the putsch, Ukrainian rabbi Moshe Reuven Azman told Israel’s Ma ’ ariv newspaper that he “had asked Kiev Jews to leave the city and, if possible, the country, due to fears that Jews might be targeted in the ongoing chaos…. Some Jewish shops have been vandalised and other threats to the Jewish community have been received.”
The newspaper quoted Reuven as saying, “I don’t want to tempt fate…but there are constant warnings concerning intentions to attack Jewish institutions.” It reported that he had closed Jewish schools in Kiev due to the violence.
On February 25, Israel’s Ha ’ aretz reported that triumphant demonstrators were “flying flags with neo-Nazi symbols” and “distributing freshly translated editions of Mein Kampf and The Protocols of the Elders of Zion in Independence Square.”
Leaders of the Ukrainian Jewish community contacted Israeli foreign minister Lieberman, who comes from Moldova, to ask for help. The Israeli government neither responded to the request nor issued a statement. Nor did it offer financial support for the hospital care of nine Ukrainians sent to Israel after being seriously injured during recent rioting. The Jewish Agency offered a paltry $5,000.
In the main, Israel is minimising all such concerns. The Jerusalem Post , for example, wrote February 24 that there is “no information of Jews being targeted as of yet,” before asserting that “Jewish institutions are under self-imposed lock-down”. It added that there is no “defined threat against them.”
Last week, some leading members of Ukraine’s Jewish community published a highly critical open letter to Russian president Vladimir Putin saying that “even the most marginal” forces involved in the revolution “do not dare show anti-Semitism or other xenophobic behaviour.” They asserted their support for Ukrainian sovereignty “in the name of national minorities and Ukraine’s Jewish community.”
Most extraordinarily, Netanyahu’s visit to Washington followed a meeting between Israel’s ambassador to Ukraine, Reuven Din El, and Right Sector head Yarosh. The embassy gave this fascist its stamp of approval, stating on its web site: “Dmytro Yarosh stressed that Right Sector will oppose all [racist] phenomena, especially anti-Semitism, with all legitimate means.”
There are, in addition, reports of Israeli involvement in the opposition-led riots. According to the Jewish News Agency (JTA), a former Israeli army officer played a leading role in the protests, commanding a group of about 40 Ukrainian militants and five Israelis, known as the Blue Helmet unit, under the direction of Svoboda. Four other Israeli veterans, who had been born in Ukraine, migrated to Israel and served in the Israeli army before returning to Ukraine, took part in the opposition rallies.
It is not known whether the Blue Helmet group was working under the direction of forces in Israel. But its leader said, “I don’t belong [to Svoboda], but I take orders from their team. They know I’m Israeli, Jewish and an ex-soldier. They call me ‘brother’.” He added, “What they’re saying about Svoboda is exaggerated. I know this for a fact. I don’t like them because they’re inconsistent, not because of [any] anti-Semitism issue.”
The Jerusalem Post reported last December that “some young Jews working for international organisations such as JDC, Hillel and Limmud have taken to the barricades [in Ukraine]” and were “really active in offering support as well as organising the barricades.”
The Zionist state, whose self-proclaimed raison d’être is the defence of the Jewish people against anti-Semitism, now gives unalloyed support to a European government in which for the first time since 1945 an avowedly anti-Semitic, pro-Nazi party controls key levers of state power.
Israel’s response to the crisis in Ukraine testifies to the fact that the Israeli ruling elite speaks not for world Jewry, as it likes to claim, but for Israel’s capitalist class, a corrupt and venal social layer that carries out criminal attacks on Palestinians and others in alliance with Washington. The 20 wealthiest Israeli families control about half the stock market and 25 percent of the major corporations, notably the newspapers, banks and high-tech companies. A number of these oligarchs came from Russia and the former Soviet republics, having made their money through the privatisation of state-owned enterprises.
This class has long allied with fascistic forces outside Israel to defend its interests, most notably with the Phalange movement in Lebanon during the civil war of 1975-1989. More recently, it has shown no qualms in supporting, training and working with right-wing Islamists funded by Saudi Arabia, Qatar, Turkey and the CIA in an attempt to topple President Bashar al-Assad’s regime in Syria. Neither is Israel opposed to coups, having worked even more closely with Egypt since the July 2013 military coup than it did during the Mubarak era.
At home, as the gap between rich and poor has grown due to the economic policies pursued by governments of the right as well as the nominally “left,” the state has increasingly relied on right-wing settlers and extreme nationalist zealots, who provide the basis for the emergence of fascistic tendencies within Israel itself. It has fostered nationalism to divert the anger of the working class over declining living standards and social inequality along reactionary lines.
These developments show that far from defending the Jews from oppression and anti-Semitism, the Zionist state is complicit in that oppression and in the re-emergence of anti-Semitism.
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http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_14/A-Kiev-aggredito-rabbino-della-comunita-ebraica-locale-4114/
A Kiev aggredito rabbino della comunità ebraica locale
Il responsabile della organizzazione di soccorso ebraica "Hatsala Ucraina" il rabbino Hillel Cohen è stato aggredito a Kiev.
La Voce della Russia - Redazione Online, 14 marzo, 17:40
L'incidente
è avvenuto la scorsa notte quando si stava dirigendo all'ospedale per visitare
un paziente.
Hillel Cohen ha detto che non lontano dall'ospedale in un vicolo buio, è stato
attaccato da sconosciuti che lo hanno picchiato gridando insulti per poi
scomparire. La conseguenza del pestaggio è stata per il rabbino una mano
rotta e un oggetto tagliente che è penetrato nella gamba.
Sono ormai frequenti gli attacchi contro gli ebrei in Ucraina, dopo l'avvento
al potere del nuovo governo a Kiev composto anche da partiti
dichiaratamente razzisti.
=== 4 ===
On the same issue, in english:
Mercenaries took part in Maidan violence – Ex-Ukraine security chief (RT, March 13, 2014)
http://rt.com/op-edge/mercenaries-at-maidan-ukraine-558/
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http://ilmanifesto.it/lex-capo-della-sicurezza-a-majdan-cera-la-cia/
L’ex capo della sicurezza: «A Majdan c’era la Cia»
—Giulietto Chiesa, 13.3.2014
Ucraina. Intervista di Yakimenko alla tv russa
Da ieri sera Aleksandr Yakimenko impazza su tutte le reti televisive russe. Era il capo dei servizi di sicurezza ucraini con Yanukovic, è fuggito in Russia con l’altra faccia della medaglia della tragedia di Kiev e l’ha raccontata in tv. Lui sa molte cose, tra cui chi sono quelli che hanno messo in azione i cecchini che spararono contro poliziotti e dimostranti quel 20 febbraio. E ha fatto i nomi, uno dietro l’altro. E non si è fermato ai nomi degli ultimi e penultimi esecutori dell’operazione-diversione, ma è andato diritto alla definizione dei mandanti.
Papale papale: «Si tratta di uomini legati direttamente ai servizi segreti americani». Il centro di comando è «l’ambasciata americana a Kiev», alla quale dev’essere aggiunto il rappresentante a Kiev dell’Unione Europea, il «cittadino polacco» signor Tombinsky .
E giù un diluvio di rivelazioni. Probabilmente non tutte innocenti, ma certo molto credibili. Tanto più credibili visto che combaciano perfettamente con la famosa telefonata del ministro degli esteri estone Paet alla signora Catherine Ashton, capo della diplomazia europea, secondo la quale telefonata, a sparare «anche» contro i dimostranti non fu la polizia ucraina ma furono cecchini «assoldati dalle opposizioni».
Le accuse sono una più grave dell’altra, una più infamante dell’altra. E, se le televisioni russe le riproducono con tanta ampiezza, ciò vuol dire soltanto una cosa: che Putin non solo non intende retrocedere di un millimetro, ma intende contrattaccare politicamente, diplomaticamente e anche dal punto di vista della comunicazione.
Yakimenko chiama in causa l’ex presidente ucraino Yushenko, il vincitore, con Julia Timoshenko, della ormai sfiorita rivoluzione arancione. È stato lui a lasciar moltiplicare i campi paramilitari in cui si sono allenati al golpe i nazisti e gli estremisti nazionalisti di Stepan Bandera. Solo quando arrivò Yanukovic i campi furono spostati.
Non chiusi ma spostati. E dove? In Polonia, in Lettonia, in Lituania. Ma il fatto è che neppure Yanukovic decise di chiudere quei campi. Continuava il doppio gioco di un colpo al cerchio e di uno alla botte, per tenere buoni russi e americani. Né Yakimenko spiega il suo ruolo in questa vicenda. L’influenza degli Stati Uniti e dell’Europa erano già troppo forti per poter essere contrastate
Insomma l’ex capo della polizia politica ucraina comunica che l’eversione in Ucraina ha origini lontane. Non è stata né spontanea, né improvvisata. Ha fatto parte di un piano strategico nato negli Stati uniti e che ha avuto come esecutori materiali un gruppo di paesi dell’Unione europea.
Certo in piazza c’erano migliaia e migliaia di persone. Ma a guidarle e a imprimere una svolta eversiva sono stati uomini armati e bene addestrati da tempo, scatenati da una serie di comandi molto precisi. Fino alla tremenda sceneggiata, costata quasi un centinaio di morti e oltre 800 feriti, che servì a coprire di infamia il presidente Yanukovic, lordato di un sangue che non aveva voluto e saputo provocare, ma la cui fuga fu applaudita da tutto il «mondo libero», indignato per la sua ferocia.
Adesso
Yakimenko ci comunica che quei cecchini furono individuati: sparavano dal
palazzo della Filarmonica, erano una ventina, «bene armati, bene equipaggiati,
con fucili di precisione dotati di cannocchiale». Gli uomini della Sicurezza interna
erano nella piazza, mescolati alla folla e – dice Yakimenko –
videro tutto. Videro e riferirono.
«E non furono gli unici a vedere». Anche i leader di alcuni gruppi estremisti videro.
Tanto che – insiste Yakimenko con le sue rivelazioni – si misero in contatto
con lui chiedendogli di porre fine alla mattanza facendo intervenire la
sue «teste di cuoio», il famoso o famigerato «Gruppo Alfa».
Yakimenko parla dunque di una trattativa che si svolse tra lui e i rappresentanti di Svoboda e di Settore Destro. Forse – dice – lo fecero per «crearsi un alibi». Forse perché non erano loro, ma altri, ad avere organizzato la mostruosa operazione diversiva. Resta il fatto che Yakimenko si dichiara pronto a intervenire, purché il comandante della Piazza Maidan, Parubij, garantisca che i suoi uomini armati (teoricamente là per difendere Yanukovic) non gli spareranno alla schiena mentre entra in azione con Alfa.
Ma Parubij era già emigrato nel campo di Agramante e non fece nessuna promessa. Così viene fuori, dalle parole di Yakimenko, che gli Usa avevano ormai costruito una rete di comando e di influenza che penetrava in tutti i settori cruciali dello stato ucraino. Un gruppo di persone, tutte decisive nel controllo delle forze di sicurezza, visitavano l’ambasciata Usa «tutti i santi giorni». C’era tra loro l’ex ministro della Difesa Grizenko; c’era Nalivàichenko, ai vertici del Cbu (colui che il vice presidente Usa Joe Byden definì «il mio uomo a Kiev»); c’erano Poroshenko, Malamuzh, Gvozd, tutti alti funzionari della polizia; c’erano agenti dei servizi segreti del Ministero della Difesa; c’erano mercenari della ex Jugoslavia, e di altre provenienze.
Parubij è stato promosso al rango di Segretario del Consiglio di Sicurezza dell’attuale governo. Nalivàichenko occupa ora il posto che fu di Yakimenko. Hanno fatto carriera con Majdan. L’Europa, in quanto tale, sprofonda più che nella vergogna, nel ridicolo, trovandosi guidata da quattro repubbliche ex satelliti o ex sovietiche (anche se con l’autorevole copertura di Berlino, Londra, e Parigi) in un’avventura che non era stata nemmeno discussa. E che non è europea, ma americana.
=== 5 ===
Der Originalartikel auf Deutsch:
Bilder des
Kalten Krieges. Die Krim-Krise (GFP 12.03.2014)
Ein Berliner Osteuropa-Experte erhebt schwere Vorwürfe gegen die
Ukraine-Politik und die Ukraine-Berichterstattung in der
Bundesrepublik…
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58821
http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58729
Cold War Images
2014/03/12
BERLIN/KIEV
(Own report) - An German expert on Eastern Europe is raising strong criticism of Berlin's policy toward and German media coverage of Ukraine. Berlin and the EU have been systematically ignoring Russian cooperation proposals for years and massively provoking Moscow, observes Stefan Meister, a specialist on Russia at the European Council on Foreign Relations (ECFR). Therefore, they are "to a large extent responsible" for the current crisis escalation. The conflict between the West and Russia has been generally viewed "too one-sided." "We are using (...) cold war images." While politics and media are preparing public opinion for further escalation, initial evidence of plans to destabilize the Crimea are coming to light, in case the peninsula's population votes in favor of joining Russia in Sunday's referendum. Militant Ukrainian fascists, for example, who have announced that they would "defend the fatherland to the end," have already begun their mobilization. Some of them had fought against the Russian military in Chechen militias. In addition, it is being claimed that Moscow may have to contend with attacks from Crimean Tatar Salafist Muslims. Some of these Salafists have gained combat experience in the Syrian War.
Zones of Influence
A German expert on Eastern Europe is strongly criticizing Berlin's policy toward Ukraine and media coverage of events in that country. In relationship to the escalating Ukrainian crisis, Stefan Meister, a specialist on Russia at the European Council on Foreign Relations (ECFR) makes the observation that "the EU, or its member states also bear a large responsibility for the current situation." The West has repeatedly broken its geostrategic accords with Moscow. For example, it had been agreed that NATO would not expand to include the countries of the former Soviet Union; "but they did it anyway." Putin's "proposals for cooperation in the domain of security and energy" were consistently rejected. Before the November 2013 summit in Vilnius, where Kiev was supposed to sign the Association Agreement, the EU inconsiderately made "a proposition to the Ukrainian elite, which was not at all what they needed." It had also "completely disregarded" the fact that "for Russia, the loss of Ukraine ... is much more significant, than gaining the Ukraine is for the EU." Moscow, without "control over the Ukraine" is incapable, in the long run, of remaining "a regional power." After all this experience, Putin probably figured that "if the others are expanding their zones of influence, I will do the same." It could not have been expected otherwise.[1]
"Among Men and Animals"
Stefan Meister further explains that, in the West, the Crimea crisis is generally perceived with too much bias. "We are reacting quasi hysterically to what is happening, using ... cold war images," says the East Europe expert. "We are blaming Putin, while remaining mute about our share of guilt." What's more, "our perspective of the Ukrainian opposition" is "very one-sided." Especially the publicized opinion is "much too focused on the person, Putin," the president, who, actually is only a "moderator between various Russian elite interest groups."[2] In fact, in the German media, Putin is increasingly being stylized into a symbol of aggressive politics, that must be countered. The previously liberal "taz" alleges that, under Putin, "rightwing extremist radicals" can be "found in the direct entourage of the reigning power," which raises Russia "at least, to a proto-fascist totalitarian state."[3] A few weeks ago, the paper speculated that "Russia's ruler" can "allegedly do without women; (...) rumors of an affair" with a "rhythmical gymnast" are merely supposed to "cover up his disinterest." Putin "nurtures other passions," ... "he really feels comfortable only in intimate men's circles and with animals."[4]
War not Ruled Out
While the German government and the mainstream media are preparing public opinion for further escalation of the conflict with Moscow, initial evidence of plans to destabilize the Crimea are coming to light, for the case that the peninsula's population votes in favor of joining Russia in Sunday's referendum. The fascist "Pravi Sektor" ("Rightwing Sector") has announced that it has opened recruiting offices throughout the Ukraine, to recruit volunteers to reconquer the Crimea. They want to mobilize for the case that Russia continues its "aggression" there.[5] "The other side of the coin is war," according to a quote from one of the leaders of the organization: "We do not rule out this option. Accordingly, we are conducting mobilization and are preparing to repel foreign aggression. If the Kremlin tramples on us further, we will fight and defend our native state until the end."[6] According to Ukrainian media, the leader of the "Pravi Sektor," Dmytro Yarosh, announced that his paramilitary association would coordinate its activities with Ukraine's National Security and Defense Council. Jarosch officiates as Vice Secretary of this council under the personal direction of the Ukrainian President. (german-foreign-policy.com reported.[7])
Experienced Militias
The "Pravi Sektor's" threats of force must be taken all the more seriously, given the fact that, in the past, one of its member organizations, the extremist rightwing UNA-UNSO - founded in 1990 - not only had already intervened in the Crimea but has combat experience. In the spring of 1992, that association staged a demonstration in the Crimea, which dominated headlines throughout the country. This was perceived at the time - shortly following the disintegration of the Soviet Union - as a response to the topical debate, as to whether the allocation of the Crimea to Ukraine in 1954 should be reversed and the Crimea be reattached to Russia. The Crimea remained with Ukraine. UNA-UNSO activists also joined the combat in Georgia in 1993. In 1994, according to one report, the association had a constant exchange with Chechen separatists, at war with Moscow. UNA-UNSO members also practically "participated in Chechnya's war against Russia."[8] One of these former UNA-UNSO militiamen was recently spotted at the Western Ukraine protests, when he threatened regional parliamentarians with a kalashnikov. Today he claims he will "fight communists, Jews and Russians for as long as blood flows in my veins."[9]
"We are Ready"
Alongside the "Pravi Sektor," whose ranks have been dramatically reinforced in the course of those protests supported by Berlin, another group drawing attention in the Crimean context are the Crimean Tatars. This 280,000-member Islamic minority also has a Salafist wing, some of whose activists have combat experience from the Syrian conflict. One of the Crimean Tartar leaders was quoted with a prognosis that it should be expected that, at least, a few of those with combat experience will attack the Russian troops in the Crimea in the future. “They say: ‘an enemy has entered our land and we are ready’," he is quoted saying.[10] Observers point out that, on the one hand, Salafists fighting in Syria, often have the best links to Saudi Arabia and that, on the other, massive protests are now taking place in Saudi Arabia against Russian measures in the Crimea - based on the bogus allegation, Moscow wants to kill the Crimean Tartars. Saudi media propagates that in the Crimean War of the 19th Century, Arab Muslims had also fought the Russians.[11] Riyadh, which is participating in this anti-Moscow media agitation, is one of the West's - Germany's as well - closest allies in the Arab world. This dictatorship has already joined forces with Western powers against Moscow - in Afghanistan in the 1980s.
More reports and background information on the current German policy in reference to the Ukraine can be found here: Problems of Eastward Expansion, A Broad-Based Anti-Russian Alliance, Expansive Ambitions, Our Man in Kiev, Integration Rivalry with Moscow, On the Offensive, At all Costs, The Crimean Conflict and The Kiev Escalation Strategy.
[1],
[2] Kühle Strategie statt Größenwahn. http://www.tagesschau.de/ 10.03.2014.
[3]
Klaus-Helge Donath: Berliner Kuscheldiplomatie. taz 04.03.2014.
[4] Klaus-Helge Donath: Alphatier und Antityp. http://www.taz.de/ 11.02.2014.
[5] Reinhard Lauterbach: Rechte machen mobil. http://www.jungewelt.de/ 08.03.2014.
[6] Right Sector not ruling out war in Crimea and its participation in
conflict. http://www.kyivpost.com/ 07.03.2014.
[7] See The Kiev Escalation Strategy.
[8] Franziska Bruder: "Willst du Frieden, bereite dich auf den Krieg
vor". http://www.antifainfoblatt.de/ 17.06.2003.
[9] Blind eye turned to influence of far-right in Ukrainian crisis: critics. globalnews.ca 07.03.2014.
[10] Tatars warn Russia risks provoking jihadi backlash in Crimea. http://www.ft.com/ 09.03.2014.
[11] Egypt caught between Russia and Saudi Arabia. http://www.al-monitor.com/ 10.03.2014.
=== 6 ===
ATTACCHI AI GIORNALISTI E DISINFORMAZIONE STRATEGICA
Giulietto Chiesa: "Sanzionano anche la libertà di informazione"
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=Uug6dhzb9Eo
What a fascist video looks like (Deirdre Griswold / WW, March 26, 2014)
http://www.workers.org/articles/2014/03/26/fascist-video-looks-like/
Der
offizielle Vertreter des Regierungskomittees für Information und
Meinungsfreiheit (!) zwingt mit seinen Bodygards unter Einsatz von Gewalt
den bisherigen Direktor des staatlichen Senders zur Unterschrift unter
seine "freiwillige Kündigung":
https://www.youtube.com/watch?v=q0zEa41Gmak
Ukrainischer Geheimdienst-Chef packt aus:
http://www.youtube.com/watch?v=JSJhi95cryo
Faschisten und der Putsch:
http://www.youtube.com/watch?v=D1CP8m1Xvtw
Strippenzieher des Staatsstreichs:
http://www.youtube.com/watch?v=sVQDpatMZXY
Ukrainische Neonazis genießen die volle Unterstützung der EU:
http://www.youtube.com/watch?v=XzF16NdEhF4#t=305
EU/USA unterstützen diese Faschisten.Nichts für schwache Nerven:
http://www.youtube.com/watch?v=RN5eRxOQrnU
Faschisten von "Swoboda" bedrohen Chef des Ukrainischen Staatssenders
A. Pantelejmonov:
https://www.youtube.com/watch?v=q0zEa41Gmak
Ucraina, le vere falsità che ingannano l'opinione pubblica mondiale (Mario Sommossa / VdR, 11.3.2014)
---
Der Originalartikel auf Deutsch:
Ein fataler
Tabubruch (Überfälle auf Rundfunksender in der Ukraine)
http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/58829
http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58732
A Fatal Taboo Violation
2014/03/21
KIEV/BERLIN
(Own report) - The raids on TV editorial boards by parliamentarians in the new Ukrainian government, which Germany helped bring to power, is provoking massive protests. Tuesday evening, Svoboda Party MPs stormed the office of the acting President of the National Television Co. of Ukraine (NTU) and forced him to resign with physical blows and verbal insults. A similar incident took place the day before in Chernihiv. Dozens of journalists in Kiev and the OSCE Representative on Freedom of the Media have harshly criticized these attacks, which are in line with Svoboda's electoral program promising to revoke the licenses of all media "spreading anti-Ukrainian propaganda." Svoboda's party program calls also for making the day of the founding of the Ukrainian Insurgent Army (UPA) a national holiday. The UPA had participated in the massacres of Jewish Ukrainians and tens of thousands of Poles - according to estimates, up to 100.000 people. The German Foreign Minister has lent this party international social respectability and German media is characterizing Svoboda not as "fascist," but merely as "nationalist." A leading German daily claims that the leader, Oleh Tiahnybok, has led his party "out of the right-wing quagmire."
Svoboda's Media Specialist
The raid on the National Television Co. of Ukraine (NTU) carried out by a group of Svoboda parliamentarians and thugs, has provoked new protests against the new Ukrainian government. Under the leadership of MP Ihor Miroshnychenko, the Svoboda activists forced their way into NTU President Oleksandr Panteleymonov's office, accusing him of serving Russian propaganda interests because he had broadcast excerpts of the speech, Russian President Putin had held that day. They physically assaulted him and forced him to resign. Miroshnychenko is the Deputy Chair of the parliamentary Committee on Freedom of Speech and Information. A video of the attack can be seen on the internet.[1]
Editorial Cooperation
This has not been the only such incident. According to the OSCE Representative on Freedom of the Media, already on Monday, a group of unnamed individuals stormed the national television office in the Chernigov region, forcing its director, Arkadiy Bilibayev, to resign.[2] The "Right Sector's" militia occupied the TV station "Tonis" and suggested "editorial cooperation."[3]
Other Methods
Svoboda's attacks have sparked protests. In Kiev, dozens of journalists demonstrated against intimidation attempts using force to end non-conformist reporting. OSCE Representative on Freedom of the Media, Dunja Mijatović expressed her "outrage." The attack on NTU Director in Kiev is a "particularly serious incident," also because it was perpetrated by members of the freedom of speech and information committee of the Parliament. Svoboda leader Oleh Tiahnybok has now officially dissociated himself from the attack, declaring that his party must "understand" that it no longer is in the opposition and therefore, should use "other methods." Tiahnybok himself has used violence together with Miroshnychenko, as can be seen on the photo (right) taken in the Kiev parliament. A year ago, Miroshnychenko had made himself a name, when insulting Ukrainian actress, Mila Kunis he referred to her as "Jew."
"Typical Russian Propaganda"
While its fascist character becomes more evident, from one day to the next, the Svoboda Party has undergone quite a surprising rhetorical carrier in leading German media organs. Whereas, in the fall of 2013, there was a basic consensus that the party was rightwing extremist, it has since gone through a major transformation. As a dwindling number of editorial boards is characterizing Svoboda as "fascist" or "rightwing extremist," a growing number is using such attributes as "rightwing populist," "nationalist," or also, more recently, "national conservative." Just a few days ago, a German daily wrote that Svoboda, possibly "before 2004, had nurtured rightwing extremist traditions." However, its leader Oleh Tiahnybok has since "led the party out of this rightwing quagmire." It would be "difficult to find fascist or anti-Semitic remarks he [Tiahnybok, (editor's note)] has made over the past few years," according to the "Tagesspiegel." Besides, the "fascism accusation" is part "of the typical Russian propaganda."[4]
Fascist?
If one would take this allegation seriously, various Svoboda activities under Tiahnybok's leadership in 2013 would no longer be considered "fascist" or "rightwing extremist." This would include a neo-Nazi "Svenskarnas Party" (Party of the Swedes) meeting, March 23 - 24 2013 in Stockholm, where Svoboda was represented and one of the keynote speakers was from the German NPD party. There would also be Svoboda's participation at the "Boreal Festival" in mid-September 2013 in Cantù, Italy, where, alongside the "Svenskarnas Party," also Italy's neo-fascist "Forza-Nuova" and the "British National Party" were also present, or a meeting of a Svoboda party delegation with Saxony's NPD regional parliamentary group in late May.[5] The April 28, 2013, commemoration celebration organized by Svoboda in Lviv for the 70th Anniversary of the founding of the "Galician" SS Division, with a Svoboda parliamentarian in Kiev as keynote speaker, would have nothing at all to do with fascism. The next day, Tiahnybok met in Kiev with the German ambassador.[6] According to the "Tagesspiegel's" allegations, Svoboda's memorial celebration in October 2013 of the October 14, 1942 founding of the "Ukrainian Insurgent Army" (UPA) would also not qualify as fascist. The UPA had massacred around 100,000 people in the wake of the Nazi occupiers, particularly Jews.
National Holiday
The German government claims that "in the run-up to the 2012 parliamentary elections" Svoboda had revised its electoral program eliminating "rightwing extremist statements" and insisting that, in his telephone conversation with Tiahnybok on April 29, the German ambassador had underlined that "anti-Semitic remarks are unacceptable from the German viewpoint."[7] But Svoboda's program is still unambiguous. For example, the party demands that all media organs spreading "anti-Ukrainian propaganda" have their licenses revoked. The parliamentarian Ihor Miroshnychenko used precisely this argument to justify his attack on NTU's director. According to its electoral program, Svoboda seeks to outlaw "any display of Ukrainophobia" and ban "sexual perversion" - referring also to homosexuality. The party calls for a "state program of patriotic education and hardening the nature of the young generation" and promotes "patriotic organizations." "Patriotism" would be defined by Svoboda's view of history: It plans to declare the crimes of the Nazi UPA and of the Organization of Ukrainian Nationalist (OUN) collaborators a "national liberation struggle" and wants to give UPA veterans "proper privileges," and declare October 14, the day the UPA was founded, a "national holiday" - the "Day of Ukrainian Weaponry."[8]
"Gone Wrong More than Once"
When on February 20, the German Foreign Minister Frank-Walter Steinmeier (SPD) appeared in public at the side of Svoboda leader Oleh Tiahnybok, he lent that party social respectability as an acceptable cooperation partner. (german-foreign-policy.com reported.[9]) A few days ago, former EU-Commissioner, Günter Verheugen (SPD), was unambiguous in his views concerning Svoboda. It is a fatal "violation of a taboo" to accept "real fascists in a government," Verheugen declared: "Integrating radical forces, has gone terribly wrong more than once in European history. This should not be forgotten."[10]
More reports and background information on the current German policy in reference to the Ukraine can be found here: Problems of Eastward Expansion, A Broad-Based Anti-Russian Alliance, Expansive Ambitions, Our Man in Kiev, Integration Rivalry with Moscow, On the Offensive, At all Costs, The Crimean Conflict, The Kiev Escalation Strategy, Cold War Images and The Free World.
[1]
www.youtube.com/watch?v=_ovUVqgk3CQ.
[2] OSCE media freedom representative outraged by attacks against managers of
Ukrainian National TV. http://www.osce.org/ 19.03.2014.
[3] Reinhard Lauterbach: Putschisten ohne Basis. http://www.jungewelt.de/ 20.03.2014.
[4] Christoph von Marschall: Über Lügen in Zeiten der Krim-Krise. http://www.tagesspiegel.de/ 14.03.2014.
[5] See Eine Revolution sozialer Nationalisten and Die Expansion europäischer Interessen.
[6] Oleh Tyahnybok meets with Germany's ambassador. en.svoboda.org.ua 29.04.2013. See Termin beim Botschafter.
[7] Deutscher Bundestag: Drucksache 17/14603. 22.08.2013.
[8] All-Ukrainian Union "Svoboda" program - "Program for the
Protection of Ukrainians". en.svoboda.org.ua.
[9] See Vom Stigma befreit.
[10] "Gefahr einer Spirale nach unten": http://www.deutschlandfunk.de/ 18.03.2014.
=== 7 ===
http://www.marx21.it/internazionale/europa/23822-il-fascismo-avanza-in-europa.html
24 Marzo 2014
di Albano Nunes | da http://www.avante.pt/
Traduzione di Marx21.it
Per
quanto l'imperialismo gridi contro “l'illegalità” del referendum del 16 marzo
in Crimea e minacci “sanzioni”, la verità è che neppure i media che hanno
dato copertura al colpo di stato a Kiev riescono a nascondere che, in
contrasto con la violenza e il terrore del Majdan, in Crimea abbiamo
assistito all'inequivocabile espressione della volontà popolare dove (come
nelle immagini di allegria che ci sono arrivate da Piazza Lenin a
Simferopoli) è possibile vedere la speranza di riconquistare molto di
quello che la scomparsa dell'URSS aveva distrutto, al
pari dell'inequivocabile rigetto del fascismo, che in Crimea come in tutta
l'Ucraina, ha perpetrato crimini che si conservano nella memoria del
popolo.
Infatti, nell'incerta evoluzione della situazione in Ucraina, situazione in cui
non sono esclusi sviluppi molto pericolosi per la sicurezza e la pace, sta
emergendo un elemento inquietante che non può essere nascosto: il fascismo
avanza in Europa. Avanza senza mascherature, apertamente, arrogante e
provocatore, appoggiato e organizzato dai servizi segreti “occidentali” e
agendo come forza d'assalto dell'espansionismo imperialista. E si installa in
un governo golpista “filo-occidentale” basato sulla violenza e sulla
persecuzione etnica e anticomunista, un governo prontamente riconosciuto
dall'Unione Europea che con esso si prepara a firmare un accordo oneroso
che il legittimo governo aveva rifiutato. Ricusazione questa che è stata
il pretesto per la brutale azione di ingerenza e sovversione condotta da
USA, NATO e UE, responsabile della grave situazione attuale, in
particolare per gli sviluppi che si verificano nella parte Est/Sud
dell'Ucraina e che hanno portato al referendum in Crimea.
Un'evidenza emerge: l'imperialismo non retrocede di fronte a nessun crimine a
meno che a ciò sia obbligato dalla lotta e dal rapporto di forza sul piano
internazionale. La sua natura sfruttatrice e aggressiva che sta
all'origine delle due guerre mondiali devastatrici si
ripresenta nuovamente nella sua espressione più terrorista ricordando che
il capitalismo porta la guerra come la nuvola porta la tempesta e che,
essendo certo che la guerra non è inevitabile, la pace sarà assicurata
solo con la liquidazione dei monopoli e l'abolizione degli antagonismi di
classe. La lotta contro il fascismo e la guerra e la lotta per il
progresso sociale e il socialismo sono strettamente collegate fra loro.
Non è mai abbastanza ripeterlo: la situazione in Ucraina è inseparabile dalle
drammatiche sconfitte del socialismo e dalla cavalcata dell'imperialismo
verso Est che ne è seguita. Per consolidare la controrivoluzione e
sfruttare la tragedia sociale e ideologica che ha coinvolto popoli interi,
l'imperialismo ha dichiarato guerra mortale a qualsiasi resistenza
all'espansione del suo dominio. Dall'annessione della RDT alla distruzione
con le bombe della Jugoslavia, e oggi all'Ucraina, è concesso tutto. Non
esiste legge internazionale che non sia violata in nome dei “diritti
umani” e del “dovere di ingerenza umanitaria”. Strappato violentemente alla
Serbia, il Kosovo continua ad essere un esempio particolarmente
accusatorio dell'ipocrisia e del gansterismo imperialista. E' evidente che
gli USA, la Germania/UE e la NATO, vestiti i panni di protettori della
“sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina”, ciò che in realtà cercano
di ottenere è sottomettere questo grande e ricco paese e stringere
d'assedio la Russia. Ciò senza dimenticare che tra l'URSS socialista e la
Russia capitalista e tra il contenuto delle rispettive politiche estera e
di difesa esiste un abisso che, pur in presenza dell'inevitabile
resistenza dell'attuale potere russo alla strategia dell'imperialismo tesa
a distruggere il suo potenziale nucleare e a impossessarsi delle sue
immense ricchezze, nessuno potrà colmare. Ma senza dimenticare anche che,
come è evidente in Ucraina, i settori più reazionari e aggressivi
del capitalismo puntano sempre più pericolosamente sul fascismo e sulla
guerra per affrontare la crisi e fermare la resistenza dei lavoratori e
dei popoli alla sua offensiva sfruttatrice e aggressiva.
=== 8 ===
"Dobbiamo trasformare la Russia in un campo bruciato"
Chi
ha detto questa frase?
http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/23836-qdobbiamo-trasformare-la-russia-in-un-campo-bruciatoq.html
---
L'amica
dell'occidente Tymoshenko, la paladina della democrazia vorrebbe sparare col
mitra ai russi e sterminare col nucleare gli 8 milioni di russi che vivono
in Ucraina.
Ecco il testo della conversazione intercettata, tra la Tymoshenko
e Shufrych, vice segretario del consiglio per la difesa nazionale
d'Ucraina.
Indichiamo anche il link, con l'audio originale di questa recente conversazione
(18 marzo).
Shufrych: Per quanto riguarda … ... la Crimea, ti dico, io sono scioccato! Sono
scioccato! Proprio oggi ho avuto un colloquio con il nostro amico comune,
quasi piangeva ... e gli ho chiesto come stavamo andando a ...
Tymoshenko: Vedete, io sono pronta a prendere la mitragliatrice ora e sparare
anche in testa …
Shufrych: Ho detto ieri che potrebbe, Dio non voglia, ci sarà un conflitto
militare ... ... Se ci sarà, Dio non voglia, se ci sarà un conflitto
militare, io sono un agente riservista e mio figlio maggiore è un ufficiale
riservista, prenderemo le armi e difenderemo il nostro paese .
Tymoshenko: … ... Senti, bisogna andare oltre . Fanculo ... dovremmo prendere
le armi e uccidere gli stronzi russi assieme ai loro capi.
Shufrych: Io vi dico ...
Tymoshenko: Vorrei essere stata lì e piombo a tutto spiano, avrebbero mangiato
la merda invece di prendersi la Crimea .
Shufrych: A proposito, sai ci ho pensato troppo. Se tu fossi stata qui al
vostro posto, avrebbe potuto essere ...... se non abbiamo avuto nessuna
capacità di forza ... … e sapete che cosa è più doloroso ...
Tymoshenko: Avrei trovato il modo per uccidere quei deficient .
Shufrych: E sapete ...
Tymoshenko : E spero che appena posso farlo lo farò riprendere tutti i miei
collegamenti e allertare tutto il mondo in modo da trasformare la Russia
in un campo bruciato.
Shufrych: Io vi dico che io sono il tuo alleato qui, e anche di più. Voglio
dirvi ... beh abbiamo avuto un colloquio oggi, questa mattina c'è stata
una conferenza dei leader di partito e poi ho parlato con Viktor. Vitya chiesto
che cosa dobbiamo fare per il resto degli 8 milioni di russi che vivono
ancora in Ucraina ? Sono fuorilegge!
Tymoshenko: Accidenti, dovremmo sparare bombe atomiche contro di loro!
Shufrych: Non vorrei discutere con voi qui, perché quello che è successo è una
cosa terribile . Ma c'è una possibile alternativa, perché oggi ci sono
azioni che sono senza dubbio illegali. Queste azioni illegali dovrebbero essere
considerate in qualche tribunale internazionale ...
Tymoshenko: Beh, stiamo andando all'Aja, la Corte Internazionale di Giustizia
...
https://www.youtube.com/watch?v=oEFCmJ-VGhA
Телефонный разговор между Шуфричем и Тимошенко. 18 марта 2014 года в 23:17 по украинскому времени
(fonte: https://www.facebook.com/ucrainaantifascista - 24 marzo 2014)
=== 9 ===
http://www.resistenze.org/sito/te/po/uc/poucec09-014137.htm
http://www.resistenze.org/ - popoli resistenti - ucraina - 09-03-14 - n. 489
L'imperialismo USA e UE vuole impossessarsi dell'Ucraina
John Catalinotto * | odiario.info
Traduzione per Resistenze.org a
cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
12/02/2014
L'imperialismo USA e UE è profondamente installato in Ucraina, sostenendo una
delle due parti della lotta interna per il potere, con l'obiettivo di rendere
questa ex repubblica sovietica una appendice coloniale dell'Occidente, ponendo
un ostacolo alla Russia.
I rappresentanti dei governi imperialisti degli Stati Uniti, dell'Unione
Europea e Germania hanno sostenuto i manifestanti dell' "opposizione"
nella capitale Kiev contro il governo ucraino, anche con i leader dei partiti
d'opposizione filo-fascisti, con la loro odiosa retorica anti-Russia, anti-gay
e anti-giudaica.
Il Segretario di Stato degli USA John Kerry e il ministro degli esteri tedesco
Frank -Walter Steinmeier si sono incontrati a Berlino il 31 gennaio e hanno
avuto l'arroganza di imporre al governo ucraino le loro condizioni per un
accordo con l'opposizione.
Non ci sono benefici per i lavoratori nella conquista imperialista
I lavoratori degli Stati Uniti e dell'Europa Occidentale non condividono gli
stessi interessi della classe dirigente imperialista nella conquista
dell'Ucraina. Gli interessi fondamentali dei lavoratori e, naturalmente, dei
lavoratori ucraini, sarebbero meglio serviti mantenendo la NATO, il FMI e i
banchieri degli Stati Uniti e europei fuori dall'Ucraina.
E' importante sottolinearlo anche all'inizio di questo articolo, perché i
politici imperialisti e i media corporativi distorcono gli eventi in Ucraina
raccontando la storia al contrario, così come hanno fatto in Siria, Libia e
nelle altre parti del mondo nella lista di riconquista imperialista.
Quello che sta accadendo in Ucraina è lontano dall'essere una lotta tra un
opposizione "democratica" pro-UE e un regime "autocratico"
pro-russo. I partiti pro-UE in Ucraina sono nati dalla "rivoluzione
arancione" del 2004 e sono nemici della classe operaia e della sovranità
ucraina.
Dall'altro lato, il partito di governo, che ha vinto le ultime elezioni nel
2010 e che ha portato Viktor Yanukovich ad essere Presidente, ha un programma
sociale ed economico che si differenzia ben poco dai principali partiti di
opposizione.
Il governo di Yanukovych supporta l'intero processo di privatizzazione
dell'economia ucraina che continua dalla fine dell'URSS. Si preparava ad
accettare un accordo con l'UE, fino a quando non ha cambiato la sua posizione
il 21 novembre. Ha anche inviato una fregata ucraina a partecipare alle manovre
dirette dall'Unione Europea conosciuta come Operazione Atalanta per combattere
la "pirateria" in Somalia.
Il 3 febbraio, Yanukovich si era offerto di discutere per un governo di
coalizione con l'opposizione a condizione che terminassero le manifestazioni.
La segreteria dei partiti comunisti europei ha preso l'iniziativa, riunendosi a
Bruxelles il 27 gennaio, facendo la sua valutazione degli avvenimenti dal punto
di vista della classe operaia: "i recenti sanguinosi sviluppi in
Ucraina dimostrano l'intervento degli Stati Uniti e dell'Unione Europea negli
affari interni di questo paese, il conflitto tra settori del capitale con il
coinvolgimento di potenze imperialiste in lotta tra loro per il predominio
nella spietata competizione per il controllo dei mercati e delle risorse
energetiche e il tentativo di intrappolare il popolo dell'Ucraina nel sostegno
dell'una o dell'altra parte confliggente".
"Chiamiamo i lavoratori dell'Ucraina a organizzare autonomamente la
propria lotta per il socialismo, rispondendo ai propri interessi e non a quelli
dell'imperialismo, scelti da questo o quel settore della plutocrazia del loro
paese.". (http://www.resistenze.org/sito/te/pe/mc/pemceb05-013960.htm)
La fine dell'URSS è stato un disastro per l'Ucraina
L'Ucraina era la seconda repubblica più sviluppata durante l'esistenza
dell'Unione Sovietica, producendo più del 25 % dei beni agricoli. E' stata
anche la seconda più popolosa, con 51 milioni di persone nel 1991.
Da allora, il collasso economico che ha portato la reintroduzione del
capitalismo (la produzione ha avuto, entro il 1999, una caduta di circa il 40 %
dai valori del 1991), ha costretto 6 milioni di lavoratori ad emigrare verso
l'UE e la Russia, e ha causato un calo del tasso di natalità e un aumento del
tasso di mortalità. Adesso la popolazione è inferiore ai 45 milioni di
abitanti.
Circa il 25 % della popolazione ucraina vive in povertà. Molti dipendono dalle
rimesse dei due milioni di giovani lavoratori ucraini che lavorano
nell'edilizia nell'Europa occidentale o nell'agricoltura in Portogallo, Spagna
e l'Irlanda (lavoro che non è al livello della formazione che molti hanno avuto
nel loro paese). Un numero ancora maggiore di immigrati ucraini lavora in
Russia, ma con salari più bassi che in Occidente. Le rimesse rappresentano il
25% del PIL dell'Ucraina.
Il governo e i principali partiti di opposizione che conducono le proteste
nella piazza centrale di Kiev rappresentano gli interessi della nuova classe
dirigente dell'Ucraina. Questo gruppo di plutocrati è riuscito a impossessarsi
della proprietà dello Stato della Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina
nel 1991. Alcune di queste figure della classe dirigente e dei suoi interessi
sono orientati verso l'UE e gli USA; altri hanno interessi più prossimi con i
loro omologhi nella Russia capitalista.
Contrariamente a quanto sostengono i gruppi pro-USA, l'accordo che Yanukovich
"ha rifiutato" lo scorso novembre non porterebbe alcun beneficio al
popolo ucraino. Aprirebbe solo l'Ucraina alle merci dall'UE, chiudendo la
maggior parte della produzione locale. E nulla avrebbe l'Ucraina membro
dell'UE, dall'adesione che consentirebbe ai lavoratori di lavorare liberamente
in Occidente. L'accordo avrebbe portato alcuni prestiti, che avrebbero
insistito sull'austerità che sta già soffocando i lavoratori in Grecia,
Portogallo, Spagna, Irlanda e nei paesi dell'UE ancora prosperi.
In sintesi, non sarebbe di alcun beneficio per il popolo ucraino così come non
lo è l'Accordo di Libero Commercio Nord-americano per il popolo messicano. E'
stato offerto a Yanukovich un accordo più conveniente dalla Russia capitalista
nel mese di dicembre e l'ha accettato. Il 3 febbraio, tuttavia, il governo
russo ha fermato l'offerta in conseguenza dell'instabilità a Kiev.
Gruppi pro-occidente hanno innescato una serie di proteste a Kiev dal 21
novembre. Le dimostrazioni sono aumentate di tono nel mese di gennaio, con gli
assedi agli edifici governativi e scontri armati e molotov tra manifestanti e
polizia.
Gli stessi leader e media che hanno attaccato il governo di Kiev per aver
represso le proteste armate gioiscono quando la polizia disperde la folla nelle
piazze del movimento Occupy Wall Street negli Stati Uniti, le occupazioni in
Germania e quelle del 15M in Spagna.
I politici occidentali, tra cui il senatore John McCain e il sottosegretario di
Stato Victoria Nuland, il responsabile della politica estera dell'Unione
Europea Catherine Ashton e l'ex ministro degli esteri tedesco Guido
Westerwelle, il cancelliere Angela Merkel, tutti hanno più volte solidarizzato
con le proteste.
Centinaia di organizzazioni non governative, finanziate da questi imperialisti,
sono stati attive nell'opposizione, tra cui l'infame Otpor, già finanziato
dall'Occidente per rovesciare il governo di Slobodan Milosevic in Jugoslavia.
Otpor, tra l'altro è stato consigliere dei membri della destra venezuelana anti
Hugo Chavez.
Nessuno dei diplomatici si è degnato di prendere le distanze dal leader del
partito filo-fascista Svoboda, Oleg Tiagnibok, e dagli altri gruppi che si
rifanno a quelli che si allearono con l'invasore nazista nella Seconda Guerra
Mondiale e collaborarono al genocidio dell'Ucraina occupata dalla Germania.
Questi fascisti, che adesso sono alleati dei gruppi di estrema destra europei
come il Fronte Nazionale in Francia, hanno svolto un ruolo sempre più attivo
nelle proteste, combattendo contro la polizia, attaccando le persone di
sinistra, rovesciando statue del rivoluzionario russo Vladimir Lenin.
Chiunque è solidale con la classe lavoratrice ucraina sarebbe costernatoo da
una vittoria degli imperialisti occidentali e dal loro appoggio ai fascisti.
Il cambio di governo è una pausa temporanea in una crisi prolungata. Solo una
classe operaia indipendente sia dal governo che dall'opposizione, e orientata
al Socialismo può tracciare una risoluzione efficace alla crisi.
* membro del Workers World Party (WWP)
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